martedì, novembre 15, 2016

Come scegliere l'azienda che vogliamo contattare


INDIVIDUARE L’AZIENDA


Il primo passo per una raccolta fondi efficace è saper scegliere attentamente i partner più interessanti per la nostra organizzazione. Vediamo quali domande dovremmo farci prima di individuare l'azienda giusto per noi.


1.     Quali sono le necessità dell’organizzazione ?   Ogni partner può offrirci diverse, interessanti opportunità. Ad esempio: una rete capillare, un settore merceologico non presidiato, un servizio o un prodotto di valore, possibili sinergie, un contatto “qualitativo” con i dipendenti e/o clienti, ecc.. 

2.     Quali settori merceologici rispondono alle nostre necessità?  Ogni partner può offrirci diverse, interessanti opportunità. Ad esempio: una rete capillare, un settore merceologico non presidiato, un servizio o un prodotto di valore, possibili sinergie, un contatto “qualitativo” con i dipendenti e/o clienti, ecc..

3.     Quali aziende ci interessano in quei settori merceologici?  Affiniamo la nostra ricerca, selezionando le aziende in base a criteri dimensionali e qualitativi come la reputazione dell’azienda, i valori condivisi, le caratteristiche della rete o del prodotto, il livello del contatto. 


4.     Cosa potrebbe interessare all’azienda scelta?  Con una ricerca in rete possiamo individuare le esigenze specifiche dell’azienda, ovvero le motivazioni che potrebbero spingerla a diventare nostro partner di raccolta fondi.

5.     E’ ora di contattare l’azienda.   
Ogni settimana possiamo dedicare alcune giornate ai contatti con nuove aziende. Mettiamo a frutto questo tempo e soprattutto ricordiamoci che spesso avremo solo un’occasione.

 

venerdì, novembre 11, 2016

La differenza tra donatore privato e donatore corporate


Gli interlocutori con cui ci dobbiamo relazionarci, nel caso delle aziende, sono diversi rispetto ai donatori privati che donano su sollecitazioni  emotive e razionali e riferite esclusivamente al punto di vista personale. I manager lo fanno con il budget dell’azienda e, in tal senso, devono essere anche convinti che scegliendo noi, faranno la cosa giusta per la loro azienda e per gli obiettivi aziendali che nel proprio ruolo devono garantire.

 

Per questo il Fundraiser dovrebbe :

capire le necessità dell’azienda e i bisogni dell’interlocutore, e creare una proposta di valore condiviso;

sviluppare un’attenzione particolare al marketing e alla comunicazione;

non dare mai per scontati i bisogni dell’altro, ma ascoltare e riconoscere le sue esigenze e risolvere le sue preoccupazioni con una proposta.

 

Ricordiamoci sempre che:

il nostro interlocutore non ha per forza bisogno di questo incontro: per guadagnare tempo e attenzione devi essere piacevole e interessante;

non basta conoscere alla perfezione quello che fa la nostra organizzione: il nostro interlocutore sceglierà se sostenerci anche sulla base dei nostri valori, della nostra notorietà, della nostra community;

il nostro linguaggio spesso è diverso da quello del business. Meglio parlare chiaro e non usare termini tecnici, per evitare incomprensioni (es. CRM per loro significa Customer Relationship Management, per noi Cause Related Marketing);

per poter strutturare uno storytelling efficace devi capire subito chi hai di fronte.

GLI INTERLOCUTORI CHE AVRAI DAVANTI

Valuta sempre cosa vuole ottenere l’azienda dalla partnership con la tua organizzazione :

 

migliorare la reputazione

fidelizzare i clienti

rafforzare il senso di appartenenza all’impresa

migliorare l’ambiente di lavoro e rafforzare la motivazione dei dipendenti

aumentare le vendite

aumentare la Brand Awareness

usufruire della deducibilità fiscale

entrare in contatto con altre aziende (networking)

 

Non dimenticare cosa interessa alla tua organizzazione:

 

donazioni liberali

donazioni in natura

aumentare la base donatori

facilitazioni relazionali

formazione e sensibilizzazione per dipendenti e volontari

acquisizione di know-how

attività di co-marketing per aumentare le occasioni di contatto con nuovi pubblici

giovedì, novembre 03, 2016

Il corporate fundraiser - Le fasi della relazione con un azienda

 
Quando devi cominciare a pensare e realizzare una partnership con una azienda, finalizzata al sostegno di una causa benefica, devi pensare che possa durare a lungo, devi impostare la base per un rapporto longevo e sostenibile per entrambi. Per farlo devi essere consapevole del rapporto che esiste tra l'organizzazione e l'azienda.
Ci conosce ? non ci conosce ? ci dona ? non ci dona ? E' necessario guidare l'azienda in un percorso crescente di partecipazione alla nostra missione, un percorso che prevede diverse fasi della relazione.
La prima fase è quella dell'interesse: è la fase iniziale in cui dobbiamo iniziare a conoscere l'azienda e l'azienda deve imparare a conoscere l'organizzazione. Dobbiamo parlare di noi, della nostra missione, dell'importanza di quello che facciamo e dell'impatto che abbiamo sulla società, dobbiamo capire quanto la nostra missione si sposa con gli obiettivi, i valori e le strategie dell'azienda. In questa fase quindi informiamo, sensibilizziamo e ascoltiamo.
La seconda fase è quella del coinvolgimento: in questa fase l'azienda e l'organizzazione si conoscono già, dobbiamo capire come possiamo collaborare, possiamo proporre all'azienda attività coinvolgenti che gli permettano di conoscere meglio la nostra missione.
La terza fase è quella dell'impegno: in questa fase l'azienda ci conosce bene, ha collaborato con noi e ha testato la nostra affidabilità e serietà, dobbiamo ottenere una maggiore partecipazione da parte dell'azienda. Dobbiamo far crescere il sostegno economico dell'azienda attraverso il coinvolgimento dei dipendenti, della rete, dei prodotti o dei servizi.
A mio parere questo potrebbe essere un percorso virtuoso da utilizzare nei rapporti con le aziende per una organizzazione no-profit, è ovvio che la relazione con un azienda potrebbe anche iniziare direttamente dalla fase del coinvolgimento o dalla fase dell'impegno, è fondamentale però riprendere la relazione dall'inizio affinché il rapporto posso proseguire su una base solida.

Sci solidale con Telethon a La Thuile


Sciare non è mai stato così bello. Cosa c’è di meglio che divertirsi e fare del bene? Durante tutta la stagione invernale 2016/2017 coloro che a La Thuile, in valle d’Aosta, acquisteranno uno skipass, potranno decidere di donare almeno 1,00 euro a Telethon.  Un piccolo e prezioso gesto per contribuire ad aiutare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. E non dimenticate di mettere in agenda "Sci solidale con Telethon” a La Thuile il weekend del 17 e 18 dicembre. L’imperdibile opportunità di sciare con una tariffa promozionale e sostenere la Fondazione.

 


Adagiata in un’ampia valle incorniciata dal Monte Bianco e dal Ghiacciaio del Ruitor, La Thuile affascina gli appassionati della vacanza attiva e chi desidera rigenerarsi in un ambiente dove la natura è selvaggia e accogliente al tempo stesso. Ideale meta per lo sci, il suo famoso comprensorio internazionale ha ospitato nel 2016 tre gare di velocità della Coppa del Mondo di Sci Femminile e nel 2017 sarà teatro della Coppa del Mondo di Telemark. 150 km di piste di differenti difficoltà e impianti super veloci permettono a tutti di sciare no-stop.  Strutture ricettive accoglienti ed enogastronomia di qualità soddisfano ogni esigenza.