venerdì, giugno 01, 2007

Surface, il computer da tavolo interattivo di Microsoft

Quanto visto in Minority Report, il cult movie di Steven Spielberg in cui la tecnologia digitale la fa da padrona nella vita quotidiana, non è più solo pura fantascienza prodotta (con stile) a Holllywood. Microsoft, nel corso dell'evento D: All Things Digital organizzato a San Francisco dal Wall Street Journal, ha presentato "Milan", nome in codice del primo esemplare di Surface computer, la nuova rivoluzione del personal computing più volta predetta da Bill Gates, un "tavolino digitale" che vede la luce dopo cinque anni di test di laboratorio e che rappresenta il primo, enorme, passo in avanti in direzione dell'interazione uomo-macchina prossima ventura. I punti salienti di questa vera innovazione del gigante del software, illustrati in persona dal Ceo Steve Ballmer, è presto detta: il surface pc o "tabletop" computer come l'hanno già ribattezzato negli Usa non richiede più mouse e tastiera ma si utilizza attraverso la voce, una penna e soprattutto il tocco delle dita. «Con Surface – questo il messaggio lanciato da Ballmer – Microsoft sta creando per le persone strade più intuitive per interagire con la tecnologia e rompere le tradizionali barriere fra questi due mondi. Vediamo in questo settore potenzialità di sviluppo per svariati miliardi di dollari e prospettiamo un'era in cui il surface computing sarà ovunque, nei tabletop come nei banconi e negli specchi. Surface è il primo passo per realizzare questa visione». Il linguaggio dei computer, questo significa in concreto Surface, diventa sempre più prossimo a quello umano; Microsoft parla infatti di Nui, di Natural User Interface, una modalità naturale per le persone di interagire con i contenuti digitali utilizzando non altro che le proprie mani, per selezionare gli elementi presenti sullo schermo sensibile al tocco, ma anche disegnare e tracciare linee, cerchi e forme varie. Esattamente come faceva Tom Cruise nel film di Spielberg.
Sullo schermo touchscreen interattivo da 30 pollici, incastonato nel tavolino e dotato di apposita tecnologia di riconoscimento degli oggetti fisici, anche più utenti contemporaneamente potranno infatti interagire virtualmente con il sistema "muovendo" sopra di esso fotocamere o cellulari, bottiglie di vino o carte di credito e lasciando che il computer ne riconosca in automatico l'identità interagendo con il microchip (presumibilmente a tecnologia Rfid) che contiene le informazioni in formato elettronico degli oggetti stessi. Così facendo si potrà per esempio comprare schede telefoniche appoggiando il telefonino sul Surface posto all'interno di un negozio, selezionare e visualizzare foto e video da una telecamera digitale, riprodurre musica da un lettore digitale, consultare le mappe digitali archiviate su un navigatore satellitare, ordinare le pietanze o i drink preferiti via carta di credito scaricando in modalità "drag&drop" (con lo stesse modalità con le quali si sposta un'icona sul proprio desktop) il prezzo sulla carta e verificare, ma questo in un prossimo futuro, i cibi più adatti a una particolare etichetta di vino. Il cervello operativo del "tavolino" è un processore a 3 GHz che pilota schede grafiche non ancora disponibili sul mercato di massa; le immagini visualizzate agli utenti sono prodotte da un proiettore digitale a tecnologia Dlp (Digital Light Processing) mentre una batteria di videocamere a infrarossi sono incaricate di registrare tramite appositi sensori i movimenti operati sulla superficie dello schermo e garantire la gestione simultanea di un minimo di 52 tocchi diversi.
Microsoft, che produrrà in proprio il "dispositivo" con prezzi che varieranno dai 5.000 ai 10.000 dollari, ha spiegato come i Surface saranno inizialmente destinati a operare da "tavoli interattivi e intelligenti" presso luoghi pubblici, connessi a Internet e alla rete locale dell'esercizio dove saranno installati, e confermato in tal senso come i primi clienti in lista d'attesa (le prime sperimentazioni "live" di Milan sono previste per fine 2007) sono gli hotel e i resort della catena Starwood (che comprende gli Sheraton e i Westin Palace), i casinò Harrah Entertainment di Las Vegas, i negozi americani dell'operatore mobile T-Mobile e alcuni grandi ristoranti. Ancora pochi mesi, quindi, e molti americani potranno toccare letteralmente con mano la tecnologia un tempo ritenuta visionaria e domani, se i prezzi diventeranno più accessibili, il tavolino-computer potrebbe finire anche nelle nostre case.
di Gianni Rusconi Via

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